‘Post-Occupancy Evaluation e sviluppo organizzativo’: questo il titolo della ricerca-azione sostenuta da Fondazione per la Scuola e realizzata dall’Università di Bologna per la sostenibilità del progetto Torino Fa Scuola.

INTRODUZIONE

Il progetto Torino Fa Scuola, promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Agnelli, in collaborazione con Città di Torino e Fondazione per la Scuola, ha portato alla ristrutturazione e riqualificazione di due scuole secondarie di I grado della città di Torino: la scuola Giovanni Pascoli e la scuola Enrico Fermi.

In linea con quanto suggerito dall’INDIRE nell’ambito delle Avanguardie Educative, nel 2024-2025 le due scuole partecipano a una ricerca-azione finalizzata a indagare come i diversi attori si sono appropriati degli spazi e quale modello organizzativo è necessario a sostenere nel tempo l’innovazione degli ambienti di apprendimento.

L’idea di scuola di Torino Fa Scuola è infatti frutto della mediazione tra un forte e condiviso pensiero pedagogico, centrato sulla dimensione didattica, e un pensiero tecnico-architettonico strutturale, centrato sul progetto degli ambienti di apprendimento.

Tuttavia, come evidenziano la letteratura e le prime analisi sul modello, la sostenibilità dell’innovazione richiede anche un disegno organizzativo intenzionale, capace di tradurre le potenzialità degli spazi in pratiche didattiche stabili e condivise. È su questo snodo che si innesta la ricerca-azione.

IL PROGETTO

La ricerca-azione, sostenuta da Fondazione per la Scuola e realizzata dal Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna, si colloca all’interno del progetto Torino Fa Scuola come dispositivo di accompagnamento e riflessione critica sul cambiamento.

Il lavoro adotta come principali riferimenti teorici la Post-Occupancy Evaluation (POE) e il modello di scuola come comunità di apprendimento professionale (Professional Learning Community), per analizzare in che misura gli spazi riqualificati siano stati effettivamente incorporati nelle pratiche didattiche, organizzative e relazionali delle scuole.

L’obiettivo non è valutare gli edifici in sé, ma comprendere le condizioni organizzative, culturali e professionali che rendono sostenibile nel tempo l’innovazione degli ambienti di apprendimento.

GLI OBIETTIVI

La ricerca-azione ha l’obiettivo di:

  • Analizzare come gli spazi riqualificati vengano effettivamente utilizzati nella quotidianità scolastica;
  • Indagare la coerenza tra visione pedagogica dichiarata, assetti organizzativi e pratiche didattiche agite;
  • Osservare l’impatto degli ambienti di apprendimento sul benessere, sulla motivazione e sull’esperienza scolastica degli studenti;
  • Sostenere processi di apprendimento organizzativo e di riflessione professionale all’interno delle scuole coinvolte;
  • Produrre indicazioni operative e raccomandazioni utili per la sostenibilità e la trasferibilità del modello Torino Fa Scuola.

LE ATTIVITÀ

La ricerca-azione si articola in un insieme di attività integrate, che coinvolgono l’intera comunità scolastica:

  • Analisi documentale del progetto educativo e degli strumenti di programmazione scolastica (PTOF, RAV, PdM);
  • Somministrazione di questionari a docenti e studenti sull’uso degli spazi, il benessere e l’esperienza di apprendimento;
  • Realizzazione di passeggiate di valutazione e osservazioni partecipate negli ambienti scolastici;
  • Focus group e interviste con dirigenti, staff di direzione, docenti e personale scolastico;

Restituzione dei risultati e co-costruzione di piani di miglioramento orientati allo sviluppo organizzativo.

LA METODOLOGIA

La ricerca-azione coinvolge tutta la comunità scolastica (dirigente scolastico, staff di direzione strategica, insegnanti, personale TA, studenti) in un percorso di ricerca basato su metodi misti, quantitativi e qualitativi:

 

Strumenti/Attori Dirigente scolastico Staff di direzione strategica Insegnanti Personale TA Studenti
Questionari
Intervista semi strutturata
Passeggiata di valutazione
Osservazione diretta
Focus group

La componente quantitativa consente di analizzare le relazioni tra uso degli spazi, benessere, motivazione e risultati scolastici; quella qualitativa di esplorare in profondità le pratiche effettive, i vincoli organizzativi e le dinamiche professionali che influenzano l’uso degli ambienti di apprendimento.

IL NETWORK

Per l’indirizzo scientifico e il monitoraggio della ricerca è stato istituito un Comitato Tecnico-Scientifico, composto da rappresentanti delle scuole coinvolte, di Fondazione per la Scuola, di Fondazione Giovanni Agnelli, di Fondazione Compagnia di San Paolo e dal team di ricerca dell’Università di Bologna, coordinato dal Prof. Angelo Paletta.

I RISULTATI

I risultati della ricerca-azione restituiscono un quadro articolato e non uniforme, che mette in luce il potenziale degli spazi riqualificati, ma anche i limiti di un’innovazione che non può essere considerata automatica.

Le evidenze mostrano come gli ambienti flessibili e aperti favoriscano benessere, inclusione e qualità delle relazioni educative, soprattutto quando sono sostenuti da pratiche didattiche intenzionali e da assetti organizzativi coerenti. Tuttavia, in assenza di un coordinamento strutturato, l’uso innovativo degli spazi tende a rimanere episodico o circoscritto alla singola classe.

Un risultato trasversale riguarda la tensione tra innovazione progettata e innovazione effettivamente praticata: il cambiamento emerge non tanto dalla disponibilità di nuovi spazi, quanto dalla capacità della scuola di governarli attraverso leadership, collaborazione tra docenti, routine organizzative e apprendimento professionale continuo.

Nel complesso, la ricerca conferma che l’architettura scolastica può agire come potente leva educativa, ma solo se inserita in un disegno organizzativo consapevole e accompagnata da processi di riflessione, valutazione e miglioramento continuo.

APPROFONDIMENTI

Torino Fa Scuola

Il progetto è promosso nell’ambito dell’iniziativa Strategica Città dell’Educazione della Fondazione Compagnia di San Paolo.