Il 5 ottobre, all’Università degli Studi di Milano, Fondazione per la Scuola ha presentato i risultati della ricerca sulla segregazione scolastica nella scuola primaria torinese, condotta in collaborazione con il Comune di Torino e confluita in un capitolo del volume “Disuguaglianze di istruzione. Tendenze, meccanismi e conseguenze”, a cura di Moris Triventi e Guido Salza, in uscita per il Mulino.
Come si producono, si mantengono e si trasformano le disuguaglianze lungo i percorsi educativi? Questa domanda ha guidato la presentazione del volume “Disuguaglianze di istruzione. Tendenze, meccanismi e conseguenze”, a cura di Moris Triventi e Guido Salza, in uscita con il Mulino.
L’incontro, che si è svolto lunedì 5 ottobre presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano, ha riunito studiose e studiosi per un confronto sui meccanismi che contribuiscono a differenziare le opportunità educative e sulle possibilità di intervento.
Il volume propone una lettura delle disuguaglianze lungo l’intero percorso educativo, dalle prime competenze alla transizione nel mercato del lavoro. L’istruzione viene considerata nelle sue diverse funzioni: come risorsa collettiva per la partecipazione e la cittadinanza, come strumento di sviluppo delle capacità individuali e come fattore che contribuisce a differenziare le opportunità sociali e occupazionali.
Articolato in quattro parti, il volume affronta l’emergere e l’evoluzione delle disuguaglianze educative, le loro diverse manifestazioni nel contesto italiano, il ruolo delle politiche, delle istituzioni e dei meccanismi scolastici e, infine, il rapporto tra istruzione e mercato del lavoro.
Tre prospettive attraversano i contributi: l’osservazione delle traiettorie nel tempo, l’attenzione alle differenze tra territori e il confronto tra sistemi educativi. Ne emerge un quadro in cui risorse familiari, composizione delle scuole, opportunità locali e regole istituzionali interagiscono nel definire i percorsi. L’ampliamento dell’accesso all’istruzione non si traduce automaticamente in pari opportunità: alcuni divari possono ridursi, mentre altri persistono o assumono nuove forme nelle scelte educative, negli apprendimenti e negli esiti occupazionali. Attraverso analisi empiriche originali, il volume offre elementi per comprendere queste trasformazioni e orientare il confronto sulle politiche educative.
Nel corso della sessione pomeridiana dedicata a “Contesti, istituzioni e meccanismi scolastici”, Ilaria Lievore e Veronica Mobilio, dell’Unità Ricerca di Fondazione per la Scuola, hanno presentato il capitolo 9 del volume: La geografia fine delle disuguaglianze. Segregazione scolastica, scelte delle famiglie ed esiti educativi nella scuola primaria.
Lo studio nasce dal percorso di ricerca sulle disuguaglianze educative a Torino sviluppato da Fondazione per la Scuola in collaborazione con il Comune di Torino e parzialmente con l’Università di Torino tra il 2020 e il 2025. Attraverso l’analisi dei dati sulle iscrizioni alle scuole primarie pubbliche cittadine e dei risultati INVALSI, esplora la distribuzione della segregazione socioeconomica e legata al background migratorio, le scelte di iscrizione delle famiglie e la relazione con gli apprendimenti.
I risultati mostrano quanto sia importante osservare il territorio a una scala più dettagliata di quella delle circoscrizioni. Anche tra bacini di utenza e scuole vicine emergono differenze rilevanti nella composizione degli alunni. Le scelte delle famiglie si intrecciano con queste differenze: la tendenza a orientarsi verso contesti meno svantaggiati può contribuire a rafforzare la concentrazione delle fragilità in alcune scuole.
Queste evidenze richiamano l’importanza di considerare insieme composizione delle scuole, mobilità delle famiglie e caratteristiche dei contesti locali. Per le amministrazioni e gli attori educativi, una lettura condivisa dei dati può sostenere politiche coordinate e interventi più attenti alle dinamiche di segregazione e alle disuguaglianze tra scuole dello stesso territorio.
Per Fondazione per la Scuola, questo lavoro mostra il valore di una ricerca capace di connettere evidenze, territorio e decisioni educative, rendendo visibili dinamiche che si producono anche a scala molto locale e che rischiano di rimanere nascoste a livelli di analisi più aggregati.



