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  5. L’esperienza duale da sperimentazione a prassi

A partire dal 2020 Fondazione per la Scuola, in collaborazione con Forma – Associazione Nazionale Enti di Formazione Professionale e con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha realizzato la ricerca qualitativa dal titolo “L’esperienza duale da sperimentazione a prassi. Nuovi paradigmi formativi per nuovi soggetti e nuove policy pubbliche per il loro consolidamento e la loro diffusione” diretta dal Prof. Daniele Marini dell’Università di Padova.

L’obiettivo della ricerca è stato l’approfondimento degli effetti dell’applicazione e dell’entrata a regime del sistema duale avviato nel 2016: un’indagine condotta su tutto il territorio nazionale per analizzare i risultati della sperimentazione “Bobba”, ma soprattutto per individuare proposte e indicazioni che ne rafforzino il radicamento e la diffusione nella prospettiva di sviluppo indicata dal PNRR.

LA SPERIMENTAZIONE DUALE

Con l’Accordo Stato-Regioni del 24 settembre 2015 è stata avviata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per volontà dell’allora sottosegretario Luigi Bobba la sperimentazione del Sistema Duale nei percorsi finalizzati al conseguimento della qualifica triennale, del diploma professionale quadriennale di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) e per il conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore.
La sperimentazione ha inteso verificare efficacia e sostenibilità di realizzazione dei percorsi in modalità “duale”, cioè attraverso la collaborazione strutturata tra enti di formazione e imprese per la progettazione e attuazione “in alternanza rafforzata” delle attività formative.

L’azione sperimentale avviata nel 2016 è ora terminata e i percorsi “duali” sono entrati a far parte dell’offerta formativa ordinaria in quasi tutte le programmazioni regionali, registrando risultati positivi in termini di successo formativo, esiti occupazionali, contrasto della dispersione scolastica e formativa.

Le attività di monitoraggio realizzate da diversi attori, istituzionali e non, nel corso della sperimentazione hanno rilevato forme innovative di organizzazione (interna ed esterna) degli organismi di formazione che registrano risultati eccellenti, evidenziando la presenza di diverse declinazioni (organizzative, formali e didattiche) di modelli di relazione stabile, strutturata e costitutiva tra organismi formativi, imprese e, in qualche caso, centri di ricerca.

LA RICERCA

Il progetto di ricerca, condotto dalla Fondazione per la Scuola sul territorio nazionale per analizzare gli effetti dell’applicazione e dell’entrata a regime del Sistema Duale nella IeFP, si è articolato in due fasi.

La prima fase ha inteso strumentare la ricerca finalizzata a individuare e descrivere i fattori organizzativi, operativi, pedagogici che sottendono le diverse forme organizzative adottate (imprese formative, accademie formative e company academy) al fine di consentirne la codifica e la conseguente riconoscibilità come soggetti del sistema educativo e sostenerne il consolidamento e la diffusione nei territori.
Gli esiti della prima fase hanno confermato che la sperimentazione del Sistema Duale non si è limitata all’introduzione di un modello didattico innovativo, ma ha impresso una rilevante accelerazione ed esteso a più territori un processo di trasformazione organizzativa degli enti di formazione professionale orientata a una sempre maggior condivisione con le imprese di scelte, risorse e obiettivi.
La nuova fisionomia assunta dai Centri di Formazione Professionale (CFP), che non esercitano più un ruolo esclusivo nei processi di erogazione della didattica più professionalizzante – sempre più appannaggio delle imprese – e che hanno riorientato le proprie risorse e tempi ai processi di accompagnamento dei giovani al lavoro, impone una verifica di adeguatezza delle politiche pubbliche a sostegno. Gli schemi tradizionali di programmazione e gestione dell’offerta formativa da parte delle istituzioni competenti, in primis le regioni, non sono più adeguati a riconoscere, valorizzare, sostenere e indirizzare i modelli organizzativi e didattici che, sull’abbrivio della sperimentazione, stanno caratterizzando progressivamente tutto il sistema.

Di qui è nata la seconda fase, sviluppata con l’intento di fornire un contributo di analisi e proposta per il consolidamento e lo sviluppo del sistema duale di IeFP, estendendo l’indagine ad un campione rappresentativo di 20 CFP “eccellenti” coinvolti nella sperimentazione e operativi in diversi contesti regionali.
L’azione si è concretizzata:

  • nell’individuazione di linee comuni alle esperienze eccellenti analizzate nell’ambito della sperimentazione “Bobba”, con l’intento di proporre linee guida da indicare ai diversi agenti formativi, così da poterne trarre suggerimenti utili da tradurre poi tailor made, declinandole sulle proprie specificità;
  • nello studio delle condizionalità necessarie per consentire la ripetibilità e trasferibilità di queste esperienze innovative e di successo, in termini di azioni di riconoscimento, facilitazione e sostegno da parte delle istituzioni (nazionali e regionali) preposte al governo dei sistemi e da parte dei soggetti che con essa partecipano alla governance e alla promozione delle politiche di sviluppo.

I RISULTATI

Il passaggio da “Istituzioni formative” ad “Agenti per la persona e per il lavoro” è l’asse intorno a cui ruota il salto culturale e organizzativo richiesto al sistema degli enti della formazione professionale. Un cambiamento che si fonda sull’effettiva personalizzazione dei percorsi, finalizzati e valutati certamente in relazione ai saperi e alle competenze certificate dalle qualifiche e dai diplomi professionali, ma anche in funzione del successo nell’accompagnamento all’inserimento lavorativo.

Il Sistema Duale può essere, come in altri paesi europei, l’ambito in cui effettivamente le fasi della formazione in aula e dell’apprendistato formativo si realizzano in un percorso progettato congiuntamente da chi ha le responsabilità della formazione e chi quelle dell’assunzione, a partire dalle reali condizioni e aspettative dei ragazzi presi in carico.

Realizzare questa prospettiva significa per gli enti di formazione professionale assumere un nuovo ruolo di snodo territoriale tra le imprese, le persone, le istituzioni e gli attori sociali del territorio, affinché le persone possano fruire di un sistema di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, al di là dell’età anagrafica. Un percorso tra l’altro auspicato dalle raccomandazioni che la Commissione europea ha elaborato per la nascita di un modello europeo di Vocational Education and Training (VET), nel quale la formazione assume un ruolo molto rilevante nella risposta resiliente delle persone nell’arco della propria vita ai continui cambiamenti del mercato del lavoro.

Le proposte operative emerse a valle della ricerca sono presentate nel Quaderno “La valutazione dell’esperienza duale nella IeFP”, realizzato a cura della Fondazione per la Scuola, in cui sono state rilette le risultanze della ricerca sul sistema della formazione duale alla luce dei modelli europei e attraverso la lente e le indicazioni del PNRR. Una riflessione in cui il Sistema Duale e l’apprendistato assumono un ruolo innovativo per l’accompagnamento delle nuove generazioni verso il lavoro.
È inoltre in corso di stampa il report della ricerca nell’ambito della Collana editoriale della Fondazione per la Scuola edita da Il Mulino.

Le proposte operative presentate nel Quaderno “La valutazione dell’esperienza duale nella IeFP” sono state al centro del dibattito dell’evento DUAL R-EVOLUTION. Il Sistema Duale di domani: analisi e opportunità che si è tenuto giovedì 25 novembre 2021 nel contesto di JOB&Orienta di cui è disponibile il video completo.

JOB&Orienta

Documenti di approfondimento

Quaderno "La valutazione dell'esperienza duale nella IeFP"


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