ADATTARSI A UN MONDO CHE CAMBIA | 13.11.2019

Prepararsi al futuro | ADATTARSI AD UN MONDO CHE CAMBIA

Società, economia e nuove generazioni
con Antonio Golini e Pietro Terna

13 novembre 2019
In live streaming dalle ore 15 alle 17


“È sempre difficile fare previsioni, specialmente sul futuro” scherzava Niels Bohr, premio Nobel per la fisica, uno dei padri della meccanica quantistica.

In realtà ci sono aspetti del mondo e della società prevedibili perché ciò che sarà in parte è già scritto nel presente: basta saperlo leggere, ed è ciò che proveremo a fare con Antonio Golini, il più autorevole demografo del nostro paese, e con l’economista Pietro Terna dell’università di Torino, esperto di modelli di simulazione, nel primo incontro della terza edizione di “Prepararsi al futuro” (13 novembre 2019 / 6 marzo 2020).

La demografia è una scienza che permette di fare previsioni attendibili. Sappiamo quante persone nascono e muoiono anno dopo anno, conosciamo la tendenza del tasso di natalità. Con l’aiuto della statistica, possiamo calcolare in modo piuttosto preciso quante persone ci saranno nel 2050, quando lasceranno il lavoro, quante avranno bisogno di assistenza. La popolazione è come un gruppo di persone su una scala mobile. Oggi stanno nascendo, cioè salendo sulla scala, quelli che nel 2040 si iscriveranno all’Università, nel 2050 saranno all’inizio della loro carriera e nel 2070 penseranno alla pensione. I più longevi scenderanno dalla scala nel prossimo secolo. Una comunità socialmente ed economicamente sana si fonda sull’equilibrio tra le generazioni. Se viene meno l’equilibrio tra la popolazione giovane che produce e la popolazione anziana che consuma, l’economia collassa, l’ordine sociale va in crisi.

L’Italia ha purtroppo il primato negativo del tasso di fecondità, con un numero medio di 1,3 figli per donna, il più basso del mondo. Da anni il saldo tra nati e morti è in passivo: nel 2018 i morti sono stati 193 mila più dei nati e l’Istat ha registrato un terzo dei giovani occupati in meno rispetto a vent’anni prima (1998). Stiamo cadendo in una “trappola demografica” che porterà il nostro paese ad avvitarsi in un rallentamento della crescita economica sempre più grave e tanto più pericoloso in quanto il nostro debito pubblico è molto elevato.

Tra il 2019 e il 2050, secondo i dati dell’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti, la popolazione italiana in età lavorativa – al netto della congiuntura economica – diminuirà del 15 per cento: mettendo insieme il record negativo di nascite e il rapido invecchiamento, l’Italia rappresenta ormai un “caso” studiato in tutto il mondo. Ha scritto il giornalista finanziario americano Morgan Housel: “Di che altro l’Italia dovrebbe preoccuparsi se non di questo?”.

Per fortuna, contrariamente a quanto avrebbe affermato nell’Ottocento il sociologo francese Auguste Comte, “demografia non è destino”. Presa coscienza del “malessere demografico”, è possibile adottare provvedimenti per mitigarlo e, con il tempo, guarirne. Finora la tendenza demografica al declino è stata contrastata dall’immigrazione. Questa cura, tuttavia, non è sufficiente né come quantità né come qualità, e a peggiorare la situazione si aggiunge il fatto che i nostri giovani laureati e dottori di ricerca sempre più spesso vanno all’estero a cercare opportunità migliori. Occorre – dice Golini – “creare un paese a misura di adulti generativi e di anziani sempre più attivi” superando la “strategia della pensione”, agevolare l’accesso al lavoro delle donne conciliando il lavoro con la fecondità, costruire un fisco a misura di figli, introdurre un impiego flessibile e il telelavoro per conciliare le attività produttive con le esigenze delle famiglie. Senza dimenticare il quadro globale, che vedrà la popolazione dell’Africa raddoppiarsi entro il 2050, migrazioni per motivi politici, economici e climatici, gli indiani superare il numero dei cinesi e il pianeta raggiungere i 10 miliardi di persone prima del 2100.

Qui si apre lo scenario dell’economia del futuro, tema che affronterà Pietro Terna. Anche in questo caso le tendenze in atto, con l’aiuto di modelli informatici, permettono di fare previsioni, seppure più incerte a causa delle innumerevoli varianti in gioco. L’aumento del Pil mondiale, a parte crisi temporanee, continuerà ad aumentare perché paesi come l’India e la Cina solo di recente si sono affacciati allo sviluppo tecnologico e sociale, proseguiranno la globalizzazione e la smaterializzazione dei prodotti industriali avviata dall’era digitale, diventeranno ineludibili i problemi di redistribuzione del reddito tra ricchi e poveri, si porrà la questione della scomparsa di molti posti di lavoro. Altri aspetti, come lo strapotere delle multinazionali sorte sfruttando la rete di Internet e le criptomonete che circolano nel web, il ruolo giocato dalla finanza, dai debiti sovrani, dell’Intelligenza Artificiale applicata all’economia, sono di più difficile inquadramento. Quello che è certo è che anche in ambito economico si va incontro a un’poca di cambiamenti sempre più rapidi che richiederanno grande prontezza di adattamento.

I temi che “Prepararsi al futuro” affronterà negli incontri successivi disegneranno i settori cruciali del mondo che cambia: la robotica, l’Intelligenza Artificiale, la genetica applicata all’agricoltura, l’alimentazione, l’energia, le risorse idriche del pianeta, l’economia, la comunicazione, l’imprenditorialità. Il tutto in una prospettiva di sviluppo sostenibile e di tutela dell’ambiente.

Per i 400 giovani che parteciperanno al ciclo di questi incontri sarà un panorama di occasioni eccitanti, un repertorio di idee, una cassetta degli attrezzi utili per lanciarsi nelle sfide della vita.

 

Antonio Golini

Professore emerito all’Università di Roma “La Sapienza”, dove ha insegnato demografia per cinquant’anni, insegna Sviluppo sostenibile alla Luiss. Accademico dei Lincei, è stato presidente dell’Istat e presidente della Commissione su popolazione e sviluppo dell’ONU. Il suo ultimo libro è “Italiani poca gente”, scritto con Marco Valerio Lo Prete e pubblicato nelle Edizioni Luiss.

Pietro Terna

Già professore ordinario di Economia politica all’Università di Torino fino al 2014 e dal 2015, insegna Econofisica nella laurea magistrale in Fisica dei sistemi complessi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino. Tra i suoi temi di ricerca, le applicazioni Monte Carlo all'analisi di stimatori o situazioni limite in econometria e l’analisi quantitativa dei fenomeni economici. Ha dedicato gran parte del suo lavoro più recente, oltre alle reti neurali per la costruzione di agenti capaci di apprendimento e scelte, alla utilizzazione di tecniche avanzate di simulazione per la costruzione di modelli economici.

Commenti

ddrago
13/11/2019 - 18:01

Non mi è stato possibile seguire la diretta streaming relativa alla conferenza di oggi pomeriggio, nonostante l'avviso delle 15.43 che garantiva la risoluzione dei problemi tecnici. Anche dopo le 16.00 il collegamento video non funzionava, così come l'audio.
Jessica Prieto
13/11/2019 - 20:01

Gentile ddrago, oggi c'è stato qualche problema tecnico di trasmissione, ma miglioreremo sicuramente la diretta per il prossimo incontro. Segua la nostra pagina Facebook: sarà avvisato quando renderemo disponibile on demand il video di oggi! Grazie