Le donne nella Scienza: una prospettiva diversa? | 10.04.2018

Costruire il futuro - La Scienza è donna

La mia vita nella fisica delle particelle
con Nadia Pastrone

La mia vita nella bioingegneria
con Manuela Teresa Raimondi

10 aprile 2018
In live streaming dalle ore 15 alle 17

 


Eccezioni a parte, fino a pochi decenni fa la ricerca scientifica è stata di dominio maschile. Nel mondo antico viene in mente la matematica e astronoma Ipazia, che fu assassinata da fondamentalisti religiosi. Nel medioevo incontriamo la naturalista Ildegarda di Bingen. Durante l’Illuminismo emergono altre figure (Emilie du Chatelet, Maria Gaetana Agnesi, Carolina Herschel), ma spesso lavorando all’ombra dei loro compagni. Nell’Ottocento c’è l’eccezione di Ada Byron Lovelace, fondatrice della programmazione informatica, mentre Henrietta Swan Leavitt, che scoprì come misurare le distanze cosmiche, morì ignorata da tutti, e la presenza di Marie Curie nei laboratori era ancora considerata un'anomalia. Solo mezzo secolo fa le donne ancora non avevano accesso al telescopio di Monte Palomar.
Oggi è tutto cambiato. In molti settori si è quasi raggiunta la parità numerica tra scienziati e scienziate, e in alcuni casi anche superata a favore delle donne. Purtroppo, però, spesso le opportunità di carriera e le retribuzioni sono ancora inique.

Il problema è socio-culturale, non riguarda le doti intellettuali. Anzi, molte ricerche suggeriscono che il cervello femminile, avendo i due emisferi più interconnessi grazie a un corpo calloso dotato di un numero maggiore di fibre nervose, avrebbe una maggiore predisposizione al pensiero fluido rispetto al cervello maschile: le associazioni tra aree cerebrali e funzioni diverse nelle donne sarebbero quindi più rapide e spontanee. Un vantaggio notevole nelle attività creative.

Si può dunque presumere che le donne apportino una prospettiva diversa nella ricerca scientifica? Come cambia la scienza in un mondo in cui uomini e donne fanno ricerca alla pari?

Questo è il tema che si affronterà martedì 10 aprile a “Costruire il futuro”. Interverranno Manuela Teresa Raimondi, docente di bioingegneria al Politecnico di Milano, e Nadia Pastrone, presidente della Commissione dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn, Torino).

Le relatrici

Manuela Raimondi si è laureata in ingegneria meccanica e ha conseguito il dottorato di ricerca in bioingegneria nel 2000 presso il Politecnico di Milano, dove attualmente è professore associato. Ha fondato e dirige il “Mechanobiology Lab” e il “Live Cell Imaging Lab”.
La sua attività di ricerca è focalizzata sull’interazione fisica tra cellule viventi e microambiente. Integra simulazione computazionale multifisica/multiscala con tecniche avanzate di coltura cellulare. In particolare, si occupa di nicchie sintetiche per la coltura di cellule staminali e bioreattori micromeccanici. Queste tecnologie si sono dimostrate utilissime per migliorare la conoscenza dei meccanismi biologici fondamentali delle cellule staminali.
Autrice di oltre 170 pubblicazioni, detiene sei brevetti nei settori della meccanobiologia e della medicina rigenerativa. Tra i suoi contributi più importanti spicca la realizzazione dei “nicchioidi”, un substrato costituito da strutture sintetiche in grado di mantenere la funzionalità di cellule staminali e progenitrici durante la loro moltiplicazione in vitro senza ricorrere a fattori di crescita.

Nadia Pastrone è la coordinatrice nazionale dei fisici italiani che lavorano all'esperimento CMS dell'acceleratore di particelle LHC al Cern. Nata ad Asti nel 1960, dopo la maturità classica e il dottorato conseguito presso l'Università di Torino, è entrata nell'Infn di Torino. La sua attività di ricerca in fisica subnucleare con acceleratori, cominciata al Cern durante la tesi di laurea, è maturata al Fermilab di Chicago. Qui ha attivamente partecipato alle misure di un esperimento italo-americano, contribuendo non solo al progetto e alla sua costruzione, alla raccolta e all'analisi dei dati, ma anche alla messa a punto del fascio di antiprotoni. Dal 2001 è nel team dell'esperimento internazionale CMS (Compact Muon Solenoid) al Cern, un lavoro a cui partecipano oltre 3000 fisici di 40 Paesi. Oltre a numerose linee di ricerca alla frontiera della conoscenza in fisica delle particelle elementari, l’esperimento CMS ha come missione principale lo studio del bosone di Higgs, scoperto al Cern bel 2012.

Bibliografia

Maria Rosa Panté, “La scienza delle donne”, Hoepli, 2017

Dava Sobel, “Le stelle dimenticate”, Rizzoli, 2017

Silvana Bartoli, “La felicità di una donna. Emilie du Chatelet tra Voltaire e Newton”, Olschki Editore, 1917

Marco Ciardi, “Marie Curie”, Hoepli, 2017

Vichi de Marchi e Roberta Fulci, “Ragazze con i numeri”, Editoriale Scienza, 2018