La produttività nel mondo globalizzato | 20.02.2018

Costruire il futuro - La produttività

Il quadro mondiale cambia. E l’Italia?
con Romano Prodi

La formazione, la ricerca e l’innovazione per i giovani europei
con Francesco Profumo

20 febbraio 2018
In live streaming dalle ore 15 alle 17

 


 

La notizia è che Romano Prodi, nel pieno di una campagna elettorale lacerante, torna ad essere ciò che fondamentalmente è sempre stato, cioè professore, e lo fa per i 400 giovani che nell’aula magna del Politecnico di Torino partecipano a “Costruire il futuro”, un ciclo di 30 lezioni con l’ambizione di preparare una nuova classe dirigente. Il tema coglie il centro del problema: “Il mondo cambia. E l’Italia?”

Dividerà con Prodi le due ore di lezione Francesco Profumo, già rettore del Politecnico di Torino, presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), ministro dell’Istruzione nel governo Monti, presidente dell’azienda energetica Iren e ora della Compagnia di San Paolo. “La formazione, la ricerca e l’innovazione per i giovani europei” sarà il filo conduttore del suo intervento.

La partecipazione di Prodi a “Costruire il futuro” propone ai giovani un allargamento di orizzonti che viene dalla sua storia politica – due volte alla guida del governo italiano, dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008, presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004 – ma anche dalla sua storia di studioso e docente: assistente di Economia politica all’Università di Bologna con Beniamino Andreatta, periodi di insegnamento ad Harvard e a Stanford, ordinario di Economia politica e industriale all’Università di Bologna fino al 1999. A tutto ciò si aggiunge l’esperienza di presidente del Gruppo di lavoro ONU-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa (dal 2008) e di inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahel (dal 2012).

L’Africa si avvia a rappresentare in questo secolo ciò che l’Asia è stata nel secondo Novecento: il continente del “nuovo” sviluppo, sia dal punto di vista demografico sia dal punto di vista dell’economia, delle risorse naturali e, inevitabilmente, dei conflitti sociali e politici.

Per l’Italia e l’Europa questa prospettiva è di importanza vitale: basta pensare al fenomeno dell’emigrazione, all’instabilità di molti paesi africani – alcuni dei quali affacciati sul Mediterraneo – alla presenza islamica e cinese che sta allargandosi in un continente dove l’Italia e l’Europa hanno fondamentali interessi economici e strategici. E’ indicativo ciò che scrive Tim Marshall nel libro “Le 10 mappe che spiegano il mondo” (Garzanti, 2015): “Ci sono tante aree problematiche, ma poche lo sono quanto l’Africa, che pure possedeva un vantaggio iniziale non da poco, avendo dato i natali all’Homo sapiens circa 200 mila anni fa (…). Quasi tutto il Continente Nero si è sviluppato isolatamente dalla massa continentale eurasiatica, dove idee e tecnologie viaggiavano da est a ovest, e da ovest a est, ma non da nord a sud.”

Di fronte a cambiamenti radicali come la globalizzazione economica, le crescenti disuguaglianze, lo spostamento dell’asse commerciale dall’Atlantico al Pacifico e l’affacciarsi della nuova Africa sullo scenario mondiale, quali cambiamenti attendono l’Italia? Come affrontarli in una visione europea, la sola che possa dare un ruolo significativo al Vecchio Continente? E per questa sfida, di quale formazione, quale ricerca, quale capacità di visione abbiamo bisogno?

A guidarci nel labirinto degli intetrrogativi ci sarà anche Piero Angela, ideatore di “Costruire il futuro”.

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Comunicato Stampa 20/02/2018

Commenti

Emilio
12/03/2018 - 00:20

Ottimo intervento come tutti quelli che ho seguito fin'ora del resto.