L'intelligenza artificiale | 14.11.2017

Costruire il futuro - L'Intelligenza Artificiale

L’esempio di Watson
con Alessandro Curioni

Cosa cambierà nella nostra società e nella nostra vita
con Luciano Floridi

14 novembre 2017
In live streaming dalle ore 15 alle 17

 


 

Da vent’anni i computer sono campioni mondiali di scacchi. Il sorpasso risale al 10 febbraio 1996, quando l’algoritmo Deep Blue batté Garry Kasparov. Quella macchina, però, non era intelligente, era solo velocissima nell’esplorare gran parte delle mosse possibili prima di spostare la pedina sulla scacchiera.

Del tutto diversa è la storia di AlphaGo, l’algoritmo che tra il 9 e il 15 marzo 2016 disputò cinque partite con il campione mondiale di Go, il coreano Lee Sedol, vincendone quattro. Il Go è un antichissimo gioco strategico che si pratica in Cina da almeno 2500 anni. Si tratta di spostare pietre bianche e nere sulle intersezioni vuote di una scacchiera a griglia 19 per 19. Vince chi controlla la maggior superficie della scacchiera con pietre del proprio colore circondando le pietre dell’avversario: una conquista e difesa del “territorio”, una simbolica sfida tra la vita e la morte. Sembra facile, ma le combinazioni possibili sono 2,08 x 10 elevato alla 170ª. Il numero è inconcepibile. Possiamo farcene un’idea ricordando che tutte le particelle atomiche che costituiscono l’universo sono 10 elevato alla 82ª, e che il numero delle partite a scacchi possibili è 10 alla 120ª.
AlphaGo ha battuto Lee Sedol applicando una vera “intelligenza artificiale”: è un algoritmo che vince non per velocità, ma imparando dai propri errori. Si tratta di deep learning, l’apprendimento profondo tipico del cervello umano. Applicazioni di questo tipo di intelligenza artificiale sono già diffuse: il riconoscimento di immagini e la traduzione del parlato da una lingua all’altra in tempo reale sono le più comuni. La prossima frontiera delle macchine intelligenti sarà vincere a poker, dove contano l’interpretazione delle espressioni del volto e la stima della propensione al rischio dell’avversario.

“Watson” è il caso che verrà raccontato a “Costruire il futuro”. Sviluppato a partire dal 2010, è un sistema di intelligenza artificiale capace di rispondere a domande in linguaggio naturale. Nel 2013 ha trovato la prima applicazione nella gestione delle decisioni nel trattamento del cancro ai polmoni e da allora la piattaforma ha avuto importanti sviluppi scientifici e commerciali.
Il filosofo John Searle, tuttavia, ha fatto osservare che nonostante le sue impressionanti capacità, Watson sa soltanto manipolare simboli senza comprenderne il significato: in altre parole, gli manca la “capacità di pensare”.

Sarà particolarmente interessante sentire la relazione di Luciano Floridi, che partirà dal concetto di infosfera, uno spazio della comunicazione globale in cui è caduto il confine tra l’off line e l’on line. Uno spazio che Floridi ha definito, con una sintesi convincente, “onlife”.

I relatori

Alessandro Curioni è vicepresidente di IBM Europa e direttore del Centro di Ricerca IBM a Zurigo, in Svizzera. Leader internazionale dell'area dell' high-performance computing e computational science, il suo pensiero innovativo ha aiutato a risolvere alcuni dei più complessi problemi scientifico-tecnologici nell'area sanitaria, aerospaziale ed elettronica. Nel 2013 e 2015 è stato membro delle squadre insignite del prestigioso Gordon Bell Prize.

Luciano Floridi è professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford, dove dirige il Digital Ethics Lab ed è presidente del Data Ethixcs Group dell’Alan Turing Institute, l’istituto britannico per la “data science”. Quest'anno ha pubblicato presso l’editore Raffaello Cortina “La quarta rivoluzione. Come l'infosfera sta trasformando il mondo”.