L'informazione | 21.11.2017

Costruire il futuro - L'informazione

Informazione ed emotività. Come gli aspetti emotivi influenzano i media.
con Piero Angela

Il caso del web. Nuove opportunità e distorsioni.
con Luca De Biase

21 novembre 2017
In live streaming dalle ore 15 alle 17

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Ogni epoca ha la sua materia prima: le pietre nell’età della pietra, il bronzo nell’età del bronzo, il carbone e il petrolio nell’era industriale. La materia prima del nostro tempo è l’informazione, quella intesa nel suo senso più ampio, i dati.

Che siano parole scritte o pronunciate, rumori o musica, immagini ferme o in movimento, formule matematiche o algoritmi, i dati hanno un'unica lingua, scritta con il più semplice degli alfabeti: due sole lettere, zero e uno. Acceso e spento, silenzio o segnale.
L’universalità del linguaggio in cui sono scritti i dati, inserita in un sistema di trasmissione a sua immagine e somiglianza – computer, fibre ottiche, smartphone, satelliti per telecomunicazioni – ha generato quella che il filosofo Luciano Floridi ha chiamato “infosfera”. Noi viviamo nell’infosfera, una nuvola di dati, di zeri e di uno.

Le notizie sono una piccola parte dell’infosfera ma anche la più importante, perché è attraverso le notizie che si formano le opinioni, ed è attraverso le opinioni che si prendono le decisioni, sia politiche che personali.
Il meccanismo più efficace nella comunicazione delle notizie ha una regola fondamentale: partire da un'emozione - l’aspetto più insolito, curioso, coinvolgente della notizia - e poi passare ai dati, cioè al contenuto razionale. Innumerevoli studi psicologici e la nostra esperienza personale dicono che l’emozione fissa il ricordo del dato razionale o semplicemente di un certo dato oggettivo, storico, individuale. Per esempio tutti ci ricordiamo dove eravamo e cosa facevamo quando furono colpite le torri gemelle a New York.

Oggi presenziamo un fenomeno nuovo e preoccupante: l’esplosione della fake news, le notizie false, deliberatamente inventate o distorte per manipolare opinioni e decisioni.
Il sistema di diffusione dei dati che è alla base di Internet, insieme globale e capillare, fa delle fake news uno strumento potente e pericoloso, difficilmente contrastabile. Mentre fino a pochi anni fa le fonti dell’informazione, buona o cattiva che fosse, erano numericamente controllabili (un centinaio tra giornali, radio, tv, agenzie di stampa), oggi ogni giorno siamo in contatto con miliardi di siti, tweet, hashtag, immagini e informazioni su Facebook, Instagram e così via. 

Alla situazione si aggiunge il meccanismo psicologico per cui in questa comunicazione capillare ognuno cerca solo conferme alle proprie opinioni. Viviamo in una “echo chamber” planetaria nella quale ascoltiamo soltanto gli echi delle informazioni di cui siamo già impregnati. Si potrebbe considerare come la fine della dialettica costruttiva, fondata su numeri, evidenze, dati verificati da fonti indipendenti.

Un aspetto interessante e inquietante è, infine, quello del “robot journalism”: algoritmi che scrivono articoli per organi d'informazione. Molti articoli di sport ed economia sono già oggi generati da algoritmi. Un solo personal computer può generarne alcuni milioni l’anno: è il nuovo dopo-Gutenberg.

Sono questi i temi in discussione martedì 21 novembre a “Costruire il futuro”. Piero Angela porterà la sua lunga esperienza di giornalista, Luca De Biase sarà la guida di nella foresta della fake news, ma anche del deep web e del dark web.

I relatori

Piero Angela. Torinese, giornalista e autore di decine di libri, ha ricevuto il premio internazionale Kalinga dell'Unesco per la divulgazione scientifica, nove lauree honoris causa e la Medaglia d’oro per la Cultura dal Presidente della Repubblica. Gli è stato intitolato l'asteroide 7197 Pieroangela e dedicata la Babylonia pieroangelai, un mollusco gasteropode del Mar Cinese.

Luca De Biase. Esperto di innovazione tecnologica, economia e nuovi media. Ha tenuto corsi di giornalismo e nuovi media all'Università di Padova, e attualmente è docente presso lo Iulm di Milano, ha scritto per i principali quotidiani italiani ed è editorialista del “Sole24ore”. Membro della Commissione sulle garanzie, i diritti e i doveri per l'uso di internet, alla Camera dei Deputati, nel 2016 la Media Ecology Association gli ha assegnato il The James W. Carey Award for Outstanding Media Ecology Journalism.