Di particolare rilievo risulta quanto emerso in riferimento alle motivazioni allo studio. Più di 9 studenti su 10 riconoscono che fermarsi all'istruzione dell'obbligo potrebbe costare un duro prezzo per il loro futuro professionale. È infatti l'affermazione "trovare lavoro senza diploma è difficile al giorno d'oggi" a riscuotere maggior consenso: la ritiene infatti "molto importante" il 56% degli studenti e "abbastanza importante" il 35%.
Altrettanto importante però è "Trovare un lavoro coerente con i propri interessi" (molto per il 54% dei ragazzi e abbastanza per il 37%). Non mancano però giovani che studiano per accrescere la propria cultura: anche qui si supera il 90% dei consensi e ben 1 studente su 2 sottoscrive in pieno il proprio accordo.
Tra le motivazioni allo studio ritenute meno importanti, si trovano il prestigio per il diploma e le influenze dei genitori.
Ma come si sta a scuola? Soddisfatti nel complesso gli studenti italiani: 1 su 2 dichiara di sentirsi "spesso" soddisfatto per la propria esperienza scolastica, anche se il 40% si dichiara soddisfatto solo "qualche volta" e il 4% non avverte "mai" questa sensazione.
Preoccupa un po' l'ansia da prestazione. Più della metà (54%) si "sente in tensione" rispetto agli impegni scolastici, ben 1 su 6 lo è "sempre" mentre solo 1 su 10 si sente invece "generalmente tranquillo e rilassato".
Rispetto ai percorsi di studio e al rendimento, si riscontrano migliori prestazioni fra le ragazze rispetto ai coetanei. Il 54% dei ragazzi - contro il 40% delle compagne - ha avuto, infatti, almeno un debito formativo, mentre il 31% degli alunni ha ripetuto almeno un anno (per le ragazze si scende al 19%).
Agli studenti intervistati è stato chiesto, inoltre, di indicare il "voto medio" conseguito in nove diverse aree disciplinari. Ne è emerso che l'area in cui si registrano profitti migliori è quella umanistica: solamente l'8,5% dichiara di conseguire esiti mediamente insufficienti; la maggioranza (58%) degli alunni consegue buoni voti (almeno "7"); quasi un quarto consegue voti ottimi (media superiore o pari ad "8"). Se si passano ad esaminare i voti dell'area matematica netto è il peggioramento: 1 studente su 4 presenta rendimenti inadeguati e 6 su 10 comunque non oltrepassano la soglia del "6 e mezzo".
Per quanto riguarda le relazioni, quelle con i compagni di classe sono nel complesso positive per la quasi totalità degli studenti, mentre con gli insegnanti la situazione è più articolata. La maggior parte (64%) è riuscita a instaurare un buon rapporto con i propri docenti, addirittura ottimale in taluni casi (15,6%); per altri intervistati (20,1%) il rapporto è problematico, soprattutto se il rendimento scolastico non è dei migliori. Ma cosa pensano gli studenti dei loro insegnanti? La valutazione tende ad essere un po' contraddittoria: da un lato il 59% degli intervistati ritiene che i docenti "non comprendono a fondo le loro esigenze", dall'altro oltre i due terzi (70%) segnala come caratteristica positiva una "buona capacità a relazionarsi con gli allievi". Se inoltre il 40% degli studenti imputa agli insegnanti addirittura "l'incompetenza nella propria materia", il 57% li considera "stimolanti nel corso delle lezioni".
I volumi pubblicati
Le risultanze dell'indagine sono pubblicate nella collana "i Quaderni" della Fondazione con il volume "Crescere a scuola .Il profilo degli studenti italiani".
Si segnala che gli esiti del lavoro di ricerca sono stati oggetto di una riflessione più articolata affidata a studiosi ed esperti della tematica, confluita nel volume “Giovani a scuola. Un’indagine della Fondazione per la Scuola realizzata dall’Istituto Iard” curato da Alessandro Cavalli e da Gianluca Argentin per la Collana della Fondazione con la casa editrice Il Mulino.
Crescere a scuola. Il profilo degli studenti italiani
Giovani a scuola

