I risultati
L'impianto complessivo dell'iniziativa si caratterizza per elementi di particolare innovatività: progetti realizzati non da singole scuole, ma da reti di scuole, licei compresi; individuazione di un settore produttivo localmente trainante, per quanto attiene i rapporti con il mondo del lavoro; collaborazione proficua con le Camere di Commercio; coinvolgimento di istituzioni e organismi locali, nonché di un notevole numero di imprese; realizzazione dell'iniziativa sull'intero territorio nazionale; elevata motivazione di dirigenti scolastici e di docenti alla sperimentazione.
Più specificatamente in termini di trasferibilità delle buone pratiche individuate, sono state evidenziate alcune precondizioni: la dimensione della rete di scuole non dovrebbe superare le 3/5 unità; è auspicabile la collaborazione tra scuole di differente indirizzo formativo perché consente ai licei di approfondire e qualificare gli aspetti teorici della conoscenza e agli istituti tecnici o professionali di entrare in contatto con il mondo del lavoro, connettendo sapere e saper fare; è significativa in termini di efficacia la concertazione con gli enti locali della progettazione in una prospettiva di sussidiarietà orizzontale e verticale; dovrebbe essere ridotta al minimo la burocrazia e la sovrapposizione tra attività didattiche e stage.
Analizzando gli "interventi integrati per lo sviluppo locale" e le prime sperimentazioni, si possono intravedere alcune possibili strategie da adottare per avviare percorsi in alternanza.
Innanzitutto dovrebbe essere presente un accordo tra tutti i soggetti che in misura differente, con ruoli e competenze specifiche si impegnano a sostenere il giovane nel suo percorso di apprendimento. L'accordo può essere definito a diversi livelli: oltre a stabilire obiettivi e azioni comuni, è opportuno determinare tanto gli aspetti organizzativi che progettuali e operativi, nonché tutti i sistemi utili per verificare gli apprendimenti e certificare le competenze acquisite.
Per altro verso, tutto il percorso formativo dovrebbe essere condiviso in fase di progettazione: tanto le attività svolte in aula quanto quelle svolte in azienda è bene che siano validate da ciascun soggetto che, a diverso titolo, collabora alla formazione dello studente. Chiaramente il monitoraggio è centrale e va eseguito con regolarità e sistematicità.
Alcune considerazioni
Per realizzare tutto questo, è prioritario gestire opportunamente l'informazione tra contesti e interlocutori differenti. Innanzitutto, è necessario investire sulla costruzione di reti, fondate sulla continuità delle collaborazioni e caratterizzate da riferimenti operativi costanti nel tempo. Questa rete di relazioni deve essere sostenuta da uno scambio continuo e assiduo: ciascun soggetto, oltre a portare avanti quanto più strettamente di sua competenza, deve promuovere il collegamento con le operazioni realizzate dagli altri.
Mettere in pratica l'alternanza può costituirsi come operazione complessa che necessita di modelli e strumenti capaci di orientare le azioni formative e gestire ogni fase dell'iniziativa. Ma soprattutto protagonisti dell'incontro tra scuola e azienda sono sempre gli studenti, che è necessario coinvolgere al meglio, affinché possano accedere ad una condivisione piena del valore formativo insito nell'alternanza.
È da promuovere, quindi, una cultura della partecipazione capace di rendere tutti parte attiva e propositiva nel percorso: le scuole, le imprese, gli studenti e le loro famiglie, il territorio, gli enti pubblici e privati, le associazioni di categoria.
Il volume
L’esperienza è documentata in dettaglio nel volume pubblicato nella collana "I Quaderni" della Fondazione
"Esperienze di alternanza scuola-lavoro. Interventi integrati per lo sviluppo locale "

