Torino, 12-15 novembre 2008
I media tendono a favorire una visione distorta della scienza: da un lato distante, dall'altro fonte di preoccupazioni. Contro tale visione, non si sottolineerà mai abbastanza che la scienza è un’attività cognitiva in cui la creatività svolge un ruolo fondamentale. Riuscire a trasmettere questo messaggio in sede educativa è essenziale per incoraggiare gli studenti a intraprendere studi scientifici - oggi in netto sfavore in Italia.
L’assunto di base è però che non esistono scorciatoie nell’apprendimento scientifico: per esempio, gli studenti devono comunque essere in grado di salire sulle complesse impalcature formali della matematica e della logica per potersi impadronire delle tecniche necessarie a impostare i problemi scientifici. Non è proprio possibile rendere facili i problemi difficili.
Sullo sfondo di questo atteggiamento rispettoso della pratica scientifica e delle sue specificità, è possibile facilitare l'avvicinamento alla scienza? Le scienze cognitive possono fornire alcuni elementi di risposta, basandosi sui punti seguenti:
- la mente può “andare in blocco” a causa del modo in cui sono presentati i dati di un problema
- la creatività scientifica richiede spesso di separare concettualmente quello che le nostre intuizioni ci presentano come indissolubilmente unito
- la creatività non è un uso magico dell’intuizione, può funzionare solo se si crea un “database mentale” su cui il cervello può operare.
Relatori
- Roberto Casati, CNRS Institut Nicod, Ecole Normale Supérieure, Paris
- Vittorio Girotto, Università IUAV, Venezia
- Paolo Legrenzi, Università IUAV, Venezia
Destinatari
50 docenti di discipline scientifiche provenienti da Istituti scolastici secondari di secondo grado italiani
Modalità di lavoro
- Le sessioni mattutine sono plenarie e presentano i contenuti del corso.
- Nei due pomeriggi i partecipanti suddivisi in tre gruppi di lavoro approfondiscono i temi concordati nella sessione mattutina.
- In chiusura delle sessioni pomeridiane ciascun gruppo presenta un breve documento di sintesi sul quale è stata avviata una discussione.
Nel corso dell’Accademia sono stati esaminati alcuni esempi dei tre punti seguenti, il cui studio è importante in sede educativa:
- riuscire a comprendere in quali casi la mente va in blocco è una condizione necessaria per cercare nuove soluzioni;
- contrariamente a quanto si potrebbe pensare, una certa dose di sistematicità è necessaria per generare soluzioni creative
- rendersi conto della necessità di avere un buon database a disposizione introduce una componente motivazionale ma anche etica nel percorso formativo.
Durante il percorso di formazione sono stati presentati alcuni “case studies” che permetteranno di inquadrare il tema della creatività scientifica e di analizzare “sul campo” problemi e soluzioni. E' stato dato ampio spazio alla discussione di alcune importanti difficoltà di apprendimento dei contenuti scientifici, in fisica, astronomia, biologia e statistica.
In un contesto tecnologico in cui è possibile realizzare software potenti di simulazione, molte speranze vengono riposte nelle visualizzazione dei contenuti scientifici. Si è discusso dei limiti di questo approccio e della sua utilità a lungo termine nell’apprendimento. Sono stati presentati inoltre risultati recenti che suggeriscono come strutturare i percorsi formativi per materie scientifiche.

