Rock
(o Rock'n'roll). Ballo e genere musicale nati negli Stati Uniti negli anni Cinquanta ed esportati molto rapidamente nei paesi europei, tra cui l'Italia, e negli altri paesi industrializzati. Per quanto riguarda il ballo, si tratta di una danza molto movimentata, diretta discendente del boogie woogie, assai popolare nel periodo immediatamente successivo alla fine della guerra: il rock si ballava in coppia ma precorreva nei movimenti le successive danze di gruppo, a cominciare dal twist. Per quanto riguarda la musica, il primo rock 'n' roll univa elementi di blues, boogie woogie, jazz, e rhythm and blues, con sonorità provenienti anche dal folk, dalla musica gospel e dal country. Caratteristica principale della musica rock è il sound ritmico ed elettrico, che viene non solo ascoltato ma percepito da tutto il corpo grazie all'amplificazione. Anche dopo il tramonto del rock come ballo, e attraverso l'avvicendarsi di correnti musicali molto diverse, il termine rock rimarrà una delle espressioni più diffuse per designare quel tipo di “musica leggera” che più è legato all'uso intenso della batteria e di strumenti elettrificati.
Il rock, come fenomeno di costume, è inoltre generalmente associato all'emergere della “cultura giovanile”, un complesso di comportamenti e consumi specifici dell'età adolescente, il cui manifestarsi data dal venire a maturità della generazione nata a cavallo della seconda guerra mondiale.
Le Origini
Il primo uso pubblico generalmente riconosciuto del termine rock 'n' roll è generalmente riconosciuto ad Alan Freed, disc jockey di una radio di Cleveland Ohio, che trasmetteva principalmente pezzi rhythm and blues. Anno: 1951. Il termine trae la sua origine dallo slang della comunità afroamericana, dove indicava sia il ballo, sia il sesso, o, in epoche precedenti, una sorta di estasi mistica. Alla fine degli anni Quaranta l'espressione era comune nei testi di molte canzoni. La frase venne anche utilizzata nella promozione del film musical La Venere di Chicago (Wabash Avenue) con Betty Grable e Victor Mature.
Molte canzoni si contendono il primato di primo pezzo rock 'n' roll: tra queste I'm a man di Bo Diddley, Maybellene di Chuck Berry e (forse la più nota) Rock around the clock di Bill Haley and His Comets, registrata nel 1954 ed entrata nella colonna sonora del film Il seme della violenza (Blackboard jungle). E’ da notare che proprio questo film, che contribuì a diffondere in Europa la fama del nuovo ballo e del nuovo ritmo, manifestava le prime preoccupazioni del mondo adulto verso la temuta incontrollabilità dell'universo giovanile, quasi a evidenziare precocemente la componente trasgressiva che accompagna fin dall'inizio il genere, accrescendone per altro il fascino per il pubblico adolescente.
Molti fattori hanno reso il rock'n'roll un fenomeno di portata mondiale: la diffusione del juke box e quindi del consumo di canzoni anche fuori dalle abitazioni e presso chi non disponeva ancora di giradischi, la nascita del microsolco con la sostituzione del vecchio 78 giri con il più comodo 45 giri, la nascita delle prime etichette indipendenti che in particolare nel sud statunitense fecero da promotori al nuovo genere, la commercializzazione delle prime chitarre elettriche a corpo solido Gibson e Fender, e dal 1954 la commercializzazione della prima radio a transistor, che favorì un consumo radiofonico giovanile autonomo e lo sviluppo delle emittenti in modulazione di frequenza (FM).
A partire dagli anni Cinquanta il rock 'n' roll si configura come movimento sociale e non semplicemente di costume in quanto ha contribuito ad abbattere le prime barriere tra bianchi e neri, a rendere più espliciti i temi sessuali, a proporre il nuovo modello di adolescente ribelle. Icona del genere è sicuramente Elvis Presley, cantante bianco con la voce “scura”, oggetto sessuale e teen idol per eccellenza.
Alla conquista del mondo
A partire dagli Stati Uniti il rock si diffonde nel resto del mondo, in particolare in Inghilterra, da cui partirà la British invasion dei Beatles e dei Rolling Stones. Nel Regno Unito, complice una componente sottoproletaria dell'audience, il rock si evolverà poi in vari sottogeneri figli di fenomeni di controcultura, in particolare il punk rock degli anni Settanta. Nell'agosto del 1969 si celebra il rito collettivo più famoso del rock: il concerto di Woodstock, punto di incontro tra la nuova musica elettrificata e i più diversi aspetti della controcultura, dal movimento hippie alle tendenze di contestazione politica, a cui partecipano artisti come i Jefferson Airplane, Jimi Hendrix, Joe Cocker.
Negli anni Settanta e Ottanta il rock evolve in numerosi generi e sottogeneri: garage, rock psichedelico, underground, hard rock, progressive rock, glam rock, heavy metal, punk rock e così via. La diversificazione, favorita anche dalla moltiplicazione in tutti i paesi delle emittenti radiofoniche mirate a diversi segmenti del pubblico giovanile, è accompagnata dagli incroci tra il rock e le più varie tradizioni musicali, dalle sonorità sudamericane del rock latino alle versioni nazionali o regionali di molti paesi europei (si pensi ad esempio al rock napoletano di autori come Pino Daniele).
Gli anni Ottanta rappresentano per molti la morte del rock, causata dal dilagare della pop music, dall'arrivo di generi nuovi come l'hip hop e dall'affermarsi dell'immagine come valore assoluto, grazie al canale musicale MTV. La vitalità del genere è però dimostrata dall'emergere, negli anni Novanta, di correnti nuove ma indiscutibilmente rock, come il grunge del nord-ovest statunitense, e dal continuo costituirsi di gruppi nelle generazioni che man mano si avvicendano.
Rock e comunicazione
In quanto fenomeno comunicativo il rock è composto da elementi complessi. Innanzitutto è musica, suono elettrico e sinestesico, ma è anche voce, personificazione del vissuto del cantante e parole che trattano temi vicini all'esperienza giovanile: amicizia, amore, sesso, desiderio di fuga. Inoltre è un fenomeno sociale comunitario e sociale che al tempo stesso costituisce l'elemento più vistoso della cultura giovanile e il fluido unificante dei diversi media che a quella cultura afferiscono, dal teatro delle rock opera alle grandi concentrazioni di massa dei mega-concerti, dalle radio alle fanzine, fino al più recente fenomeno di You Tube. Il rock ha accompagnato negli anni la nascita di sottoculture come gli hippies, i mods, punk, i metallari, ecc., che condividono valori, simboli e linguaggi, spesso in netta opposizione con altri gruppi e il resto della società.
Sul piano geografico, il rock si configura come un fenomeno globale capace di creare una vasta eco nei gruppi giovanili, ma accanto alla dimensione di massa è in grado di sviluppare approcci locali e originali.
Sul piano temporale, oltre ad essere un fenomeno sincronico, che raggiunge il suo apice in occasione del rito del concerto, il rock è un fenomeno diacronico che si sviluppa e si adatta nel corso del tempo ai mutamenti della società.
E' un fenomeno multimediale prodotto della comunicazione e mercificazione di massa. Il rock si può ascoltare, suonare, ballare, cantare in diversi momenti e situazioni. E' veicolato da radio, televisione, internet: è comunicazione massmediata prodotta e diffusa industrialmente sul mercato.
Come in molti altri campi, le nuove tecnologie stanno tuttavia modificando radicalmente l'industria discografica. Se da un lato la rete ha aperto una profonda crisi nell'industria discografica con pratiche come il download illegale, dall'altro i social network come myspace.com hanno permesso a gruppi emergenti di far conoscere la propria musica virtualmente a una platea mondiale.
Bibliografia
- Ernesto Assante, Gino Castaldo, Blues, Jazz, Rock, Pop. Il Novecento americano, Einaudi, Torino, 2004
- Riccardo Bertoncelli, Storia leggendaria della musica rock, Giunti, Firenze, 1999
- Gino Castaldo, La terra promessa. Quarant'anni di musica rock, Feltrinelli, Milano, 1994
- Giandomenico Curi, I frenetici. L’enciclopedia dei film che hanno inventato i giovani. 50 anni di cinema & rock. 2 vol, Arcana, Roma, 2002
- Simon Frith, Sociologia del rock, Feltrinelli, Milano, 1982
- May Paytress, Io c'ero. I più grandi concerti della storia del rock e pop, Firenze, Giunti, 2007
- Marco Pierotti, Guida all'ascolto della musica rock, De Vecchi, Milano, 1991
Sitografia
www.myspace.com
www.scaruffi.com

