Media-Pedia

La MediaEducation

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1. Che cos'è la Media-Education

-    Le prime concettualizzazioni (anni ‘30), influenzate dal paradigma behaviorista e da teorie come quella dell’“ago ipodermico”, si basano su forti pregiudizi sui media, ritenuti pericolosi. La cultura “bassa” dei media e la cultura “alta” della scuola sono in netta antitesi, non è possibile alcun incontro ed anzi la scuola ha il dovere di difendere gli allievi dagli effetti nefasti dei media;
-    Negli anni ’50 e ’60, anche grazie ai “Cultural Studies”, si afferma l’idea che i media siano parte fondamentale della cultura dominante della società, e dunque che anche alcuni prodotti mediali possano essere considerati oggetti di studio, quando non opere d’arte. Ciò riguarda in particolare il cinema: i film dei grandi autori sono proposti all’analisi degli alunni alla pari delle opere letterarie.
-    Nel 1977 esce “La città come aula” di Marshall Mc Luhan, che si concentra sulla necessità di istruire non tanto sui media, ma sull’ambiente che li circonda (rapporto “figura-sfondo”) e sugli effetti sociali. Due anni dopo compare “Ecologia dei media. La scuola come contropotere” di Neil Postman. L’autore, consapevole delle potenzialità educative dei media ma anche deila possibilità di piegarli a interessi diversi da quelli formativi, vede nella scuola il luogo per controbilanciare il potere dei media e formare menti critiche. Non più opposizione fra le due culture, quindi, ma compensazione;
-    Ancora negli anni ’70, l’affermarsi delle discipline semiotiche contribuisce a mettere in discussione la netta distinzione tra ‘cultura alta’ e ‘cultura bassa’ (. Il compito della ME, in questa ottica, è quello di far sì che gli alunni familiarizzino coi media, elementi fondanti della cultura sociale;
-    Contemporaneamente gli studi di sociologia dell'informazione mettono in luce che la comprensione che la gente ha di gran parte della realtà sociale è mutuata dai media. La ME, dunque, deve portare a riflettere sugli influssi dei media sull’audience, perfezionando gli strumenti per decodificare i testi mediatici (attività di encoding-decoding);
-    La proposta della teoria degli “Usi e gratificazioni” da parte di Dennis McQuail, infine, evidenzia il ruolo attivo del pubblico nella fruizione dei messaggi mediali. Il ruolo della ME, quindi, è anche quello di interrogarsi su come il ricevente ‘negozia’ il significato dominante proposto dai media.

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