Premessa
Tre lustri or sono a Barcellona, nell'ambito del primo Congresso Internazionale, alcune Città Educative decidevano di lavorare insieme per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. L'idea che animava, e anima tuttora, questo impegno si fonda sul concetto di città educante: titolari dei processi educativi non sono infatti solo la famiglia e la scuola, ma è la città tutta, con le strade, le piazze, i luoghi dell'incontro e la sua gente. Sono le istituzioni e la società civile insieme a rendere lo spazio urbano luogo di convivenza, caratterizzato da relazioni fondate su rispetto reciproco, partecipazione e valorizzazione delle differenze. Da un lato quindi è nelle scelte delle istituzioni e nelle proposte in merito a pianificazione urbana, politiche ambientali, mezzi di comunicazione, prospettive economiche e produttive che la città si fa educativa. Dall'altro sono gli stessi abitanti che facendo proprio il contesto in cui risiedono, lo vivono in modo attivo, creativo e partecipe.
Rendere le città gradualmente più educative è l'impegno assunto, ad oggi, da 300 città che hanno sottoscritto la Carta dei Valori, aderendo formalmente all'Associazione Internazionale delle Città Educative (aice)
La ricerca
Dal canto suo, la Fondazione per la Scuola è da sempre impegnata a sostenere programmi che, sviluppati lavorando con le scuole, sono orientati a promuovere tra i giovani un comune senso di appartenenza culturale e civile al luogo in cui vivono. La convinzione di fondo è che investendo oggi sui futuri cittadini di domani si possono creare le condizioni per motivarli ad un serio impegno nella costruzione di spazi urbani vivi e vivaci, che facilitino l'incontro e l'innovazione culturale. Per meglio comprendere i processi partecipativi che caratterizzano le "Città Educative", la Fondazione ha promosso un'indagine qualitativa comparativa, affidandone la supervisione scientifica alla Prof.ssa Luisa Ribolzi, Consigliere della Fondazione.
La ricerca "Città educativa: limiti e potenzialità" è stata realizzata attraverso l'analisi in profondità di sedici casi, individuati considerando la collocazione geografica in aree europee ed extra-europee (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Brasile, Argentina) e le dimensioni delle città (grandi agglomeratri urbani e città medie/piccole): Genova, Torino, Belluno, Pomigliano D'Arco; Lyon, Rennes; Barcellona, Girona; Lisbona, Cascais; São Paulo, Porto Alegre, Piracicaba, Alvorada; Buenos Aires, Rosario.
La metodologia di indagine adottata è stato lo studio di caso che, realizzato prevalentemente attraverso interviste semi-strutturate e analisi di fonti documentali, ha consentito di analizzare e confrontare realtà significative, anche se non rappresentative dal punto di vista campionario. Il disegno della ricerca ha previsto, prima di procedere alla raccolta definitiva dei dati, una prima fase esplorativa, necessaria per verificare validità ed attendibilità della traccia di intervista.
Obiettivo del lavoro di ricerca è stato descrivere le specificità di ciascun caso indagato in riferimento ai progetti e alle azioni sviluppate come Città Educativa, provando a verificare i punti di convergenza e le differenze attraverso un'analisi comparativa dei dati raccolti. In particolare si sono voluti verificare ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti e le specificità dei processi implicati.
Per ciascuno studio di caso sono stati interpellati referenti politici e amministrativi e l'analisi delle diverse esperienze di Città Educative è stata articolata intorno ad alcuni temi, identificabili sinteticamente in alcune macroaree:
• la nascita, cioè le motivazioni dell'adesione al movimento da parte della città presa in considerazione unitamente alle caratteristiche del contesto politico-sociale;
• la gestione delle iniziative progettuali, anche in termini di risorse umane ed economiche investite;
• la progettazione, cioè la descrizione delle aree di progettualità e operatività definite in base alle scelte strategiche adottate;
• la partecipazione sociale, intesa come tipologia di relazione instaurata tra la cittadinanza e l'apparato politico-amministrativo;
• i vincoli e i punti di forza;
• le prospettive;
• gli eventuali cambiamenti delle politiche locali a seguito dell'adesione a Città Educative.

