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Audiovisivo

Da un punto di vista storico, si può sostenere che la moderna epoca dell'audiovisivo ha avuto inizio con la nascita del cinema sonoro, nel 1927-28 (si veda anche colonna sonora), per poi affermarsi a pieno con lo sviluppo della televisione, che è sonora e  visiva fin dall'origine, e dei media elettronici  del video. Ma tra gli storici dei media, c'è chi (il francese Jacques Perriault) sostiene che l'avvento dell'audiovisivo andrebbe antedatato: ad esempio, egli propone di fare rientrare in questa categoria gli spettacoli di lanterna magica con accompagnamento sonoro, o alcuni interessanti esperimenti editoriali di inizio Novecento che offrivano dischi accompagnati da album fotografici.


Definizione del concetto
Nel corso degli ultimi venti-venticinque anni la parola audiovisivo ha assunto via via significati in parte differenti, il che può essere causa di qualche confusione. Fino ai primi anni Ottanta il termine è stato spesso usato per indicare un particolare medium, che ebbe all'epoca largo uso nella comunicazione didattica: gli spettacoli di diapositive con sonoro sincronizzato. La parola audiovisiva veniva utilizzata per la sua immediata comprensibilità, e perché sottolineava la vera novità di questo mezzo: il fatto che la voce sembra letteralmente guidare la successione delle immagini. E' il caso di ricordare che per evoluzione diretta dal quel medium se ne è sviluppato un altro, la “multivisione”, spettacolo a parete utilizzato generalmente nelle mostre e a volte nei musei, costituito da una ricca pluralità di diapositive tutte sincronizzate tra loro e con il sonoro. Nel corso degli anni Novanta il generalizzarsi dell'uso del computer ha portato alla sostituzione del vecchio “audiovisivo” pre-registrato con il moderno slide show, successione di immagini che quasi sempre viene accompagnata in diretta dalla voce dell'oratore. Anche la multivisione ha conosciuto un relativo declino sostituita dalle pareti di video.
Oggi, audiovisivo è un termine usato da un lato come espressione generica per includere insieme mezzi diversi come cinema, televisione, videocassette e DVD, dall'altro un concetto storico-teorico. Il primo uso del termine è rilevante in particolare nel campo dei beni culturali: un archivio audiovisivo è una collezione che contiene materiali video, materiali cinematografici, eventualmente materiali audio e/o fotografici. In quest'accezione il termine è usato anche in francese (l'Institut National de l'Audiovisuel, fondato nel 1974, è l'ente di conservazione e ricerca per le tecnologie dell'immagine elettronica, mentre in Italia è in corso di costituzione presso la Discoteca di Stato-Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi un Museo Nazionale dell'Audiovisivo che dovrebbe accorpare le maggiori collezioni statali di dischi e nastri sonori, film, programmi radio e televisivi.


L'era dell'audiovisivo
Audiovisivo, audiovisual in inglese, soprattutto se usato come aggettivo, è anche un concetto utile a capire la dinamica della comunicazione nel corso del Novecento. Mentre la comunicazione umana, in generale, si serve di una pluralità di sensi, e primariamente della vista e dell'udito, che vengono usati congiuntamente sia nella conversazione faccia a faccia sia in molte altre forme di comunicazione premoderna (dal teatro ai cantastorie), a partire dapprima dall'epoca della stampa si sono imposti i media indirizzati a un singolo senso. Si è operata così una specializzazione e una scissione, tra la vista a cui si indirizzano la scrittura, la stessa stampa, la fotografia, il cinema delle origini detto appunto “muto”, e l'udito, a cui si rivolgono la parola parlata, la fonografia, la telefonia, la radiofonia. L'era dell'audiovisivo in cui siamo è segnata da un ricongiungimento che rende possibile una trasmissione mediatica non solo di generi plurisensoriali come l'opera lirica e in generale il teatro, ma anche della complessità comunicativa della conversazione umana.
La previsione però per cui tutti i mezzi sonori avrebbero superato la loro “cecità” diventando audiovisivi (la radio scomparendo in favore della TV, il telefono in favore del videotelefono) si è dimostrata fallace. A differenza da quanto è accaduto al cinema “muto” che è stato totalmente rimpiazzato da quello sonoro, la radio ha mantenuto un suo importante spazio nella vita sociale di tutti i paesi accanto alla televisione, e la videotelefonia non si è ancora affermata; c'è chi dubita se lo farà mai.
Lo sviluppo delle tecnologie digitali, che trasformano in codice numerico immagini e suoni, testi e dati, può essere considerato per un verso il superamento dell'audiovisivo, in quanto l'associazione suono/immagine è smontabile-rimontabile al computer da ogni utente; per un altro verso la sua definitiva affermazione in quanto consente di coniugare visione e ascolto in ogni tipo di comunicazione.


Bibliografia
- Alberto Abruzzese, Lo splendore della Tv. Origini e destino del linguaggio audiovisivo, Costa & Nolan, Genova, 2000    
- Pierre Sorlin, Estetiche dell'audiovisivo, La nuova Italia, 1997
- Jacques Perriault, La comunicazione del sapere a distanza, Pitagora, 1997
- Gianfranco Bettetini, Le nuove tecnologie della comunicazione, Bompiani, Milano, 1996

Sitografia
- Istituto centrale dei beni sonori e audiovisivi-Museo Nazionale dell'Audiovisivo
www.dds.it
- Archivio audiovisivo della radio e televisione pubblica
www.teche.rai.it
- Il caso francese
www.ina.fr