Il governo della scuola piemontese: quale strategia adottare?

Presentazione

Il governo della scuola piemontese: quale strategia adottare?
Per una politica regionale dell'istruzione: indicazioni internazionali e premesse nazionali

Incontro organizzato da Fondazione per la Scuola, Regione Piemonte e Associazione TreeLLLe
5 novembre 2008, Museo Regionale di Scienze Naturali, Via Giolitti 36 - Torino

Nel nostro Paese sta iniziando ad avviarsi una fase di transizione assai importante in materia di istruzione: da un sistema (ancora) fortemente centralizzato ad un modello che può diventare significativamente decentralizzato. Il passaggio sembra rendersi necessario non solo e non tanto in conseguenza dell’entrata in vigore del Titolo V (ciò che ne farebbe una transizione di tipo “formale”), quanto per motivazioni di ordine “sostanziale” che potrebbero sintetizzarsi in alcune questioni chiave:

• la centralizzazione del sistema si è dimostrata poco virtuosa ed anzi inefficiente, produttrice non solo di un sistema scolastico arretrato nei risultati, ma, altresì, molto differenziato tra Nord e Sud (v. dati PISA). Il che equivale a dire che il centralismo può produrre uniformità formale, ma non necessariamente vera uguaglianza sostanziale;

• importanti esperienze europee dimostrano, al contrario, che la decentralizzazione dell’istruzione (e cioè il trasferimento agli enti territoriali della “gestione” del sistema scuola) può far divenire più virtuoso ed efficiente lo stesso sistema, se si affrontano, nel contempo, anche le questioni connesse a ciò che deve necessariamente rimanere allo Stato centrale;

• tale comparazione per essere credibile, deve assumere anche le motivazioni storiche che la producono, e queste divengono tanto più forti quanto sono sospinte dalle stesse esigenze di rendere più efficiente  il sistema;

• rendere il sistema più efficiente non risponde solo ad esigenze di tipo economicistico: il fatto che i nostri studenti siano tra i meno preparati in Europa  e il fatto che i nostri docenti siano tra i meno pagati in Europa sono problemi anche “sociali” e di uguaglianza sostanziale, oltrechè di forte ostacolo alla circolazione di studenti e lavoratori all’interno dell’U.E. Tali questioni, pertanto, non possono che riflettersi sull’esigenza del mutamento del sistema verticistico e centralistico che ha sinora dominato e che ha prodotto tali risultati;

• nell’ambito di tale mutamento il sistema degli enti territoriali può dare risposte importanti: autonomia (scolastica e territoriale) è prima di tutto responsabilità verso il territorio e la società civile della gestione delle risorse e dei risultati ottenuti in funzione della programmazione del sistema.